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PALAZZO DI GIUSTIZIA PIAZZA DEI TRIBUNALI 4


Il Cortile di Palazzo Baciocchi
Palazzo Baciocchi (ora Palazzo di Giustizia) fu fatto costruire nel 1582 dall’anatomico Carlo Ruini, appartenente ad una illustre famiglia originaria di Reggio Emilia e trapiantata in città all’inizio del XVI secolo, sulla base di un disegno che viene attribuito, secondo la tradizione ad Andrea Palladio. Questa contestata attribuzione all'artista veneto è sostenuta dalla tradizione e da fonti locali coeve, anche se in effetti l'esecuzione viene affidata a materiali (cotto e arenaria) e ad artisti locali senza la supervisione del progettista - già deceduto - e risulta notevolmente integrata nel XVII e nel XIX secolo.

Nel 1679 il palazzo fu ceduto ai Ranuzzi, conti di Porretta, che lo ampliarono e impreziosirono di opere d'arte. Il Palazzo fu abbellito nel sul ingresso con lo scalone d'onore, due rampe ellittiche di forte impatto scenografico, tradizionalmente attribuito a Giovanni Battista Piacentini ed eseguito da G. A. Torri. Le statue allegoriche in stucco sono state aggiunte da F. Balugini intorno al 1770. Un altro prezioso luogo all’interno del Palazzo è la Sala della Corte d'appello già Sala delle feste progettata nel secondo decennio del '700 da Ferdinando Bibiena e adornata da statue allegoriche di Giuseppe Maria Mazza e dalla decorazione in stucco di G. Borrelli. Infine fu realizzata la Galleria sempre su progetto di G. B. Piacentini, inaugurata ufficialmente nel 1727, con gli affreschi di V. Bigari 'Allegorie dei Bagni di Porretta'.

Il nome del Palazzo deriva da quello del principe Felice Baciocchi, marito della sorella di Napoleone Bonaparte, Elisa, che nel 1822 lo acquistò per 27.000 scudi. Fu lui a realizzare la piazza antistante il palazzo, per dare respiro alla prestigiosa costruzione e a ricorrere a pittori come Antonio Basoli, Felice Giani ed altri per impreziosire le sale del Palazzo. Da questa lussuosa dimora il principe Baciocchi governò per alcuni anni la vita mondana della città, dando ricevimenti, pranzi, feste da ballo e costituendo un cenacolo letterario. Alla sua morte la moglie abbandonò il Palazzo portandosi via molti oggetti preziosi.

Palazzo Baciocchi

Nessuno vi abitò più fino al 1858, quando ne divenne proprietario il conte Grabinski, generale e patriota polacco distintosi nei moti del 1831. Nel 1870 lo acquistò il Comune di Bologna che lo mise a disposizione degli organi di giustizia. Oggi ospita la sede del Tribunale di Bologna.



 


DIREZIONE ARTISTICA
GIORGIO ZAGNONI


DIREZIONE ORGANIZZATIVA
RITA MARCHESINI